Qasi collisione in volo tra un aereo di linea e un oggetto volante non identificato
L'8 maggio 2021, l'equipaggio di un Boeing 737 in partenza dall'aeroporto di Houston Hobby ha incontrato un oggetto non identificato durante la fase iniziale di salita.
L’incidente, documentato in un rapporto dell’organizzazione no profit Americans for Safe Aerospace, solleva interrogativi sulla sicurezza dei voli.
Mentre l’aereo superava i 14.000 piedi (4.260 m), il controllo del traffico aereo gli ha ordinato con urgenza di livellarsi a 15.000 piedi (4.572 m), segnalando del traffico sconosciuto nel loro settore più avanti, a due miglia nautiche (circa 4 km) di distanza, in rapido avvicinamento.
Il controllore ha osservato che questo eco radar era:
«già apparso a intermittenza nel corso della giornata.»
Pochi secondi dopo, entrambi i piloti hanno identificato visivamente un oggetto descritto come uno sferoide oblungo privo di ali, finestrini e luci di navigazione; ne hanno descritto la superficie come metallica e simile a mercurio fuso. Aveva un aspetto traslucido, cambiava forma e sembrava pulsare e vibrare.
Il copilota ha stimato che l’oggetto fosse delle dimensioni di un Boeing 737. Tuttavia, il rapporto riporta una lunghezza di circa 40 piedi (12 metri). Questa stima è difficile da conciliare con quella di un 737, che è lungo circa 40 metri. Ciò introduce un’incongruenza nella descrizione, probabilmente dovuta a una stima prudente.
L’oggetto inizialmente sembrava essere fermo. Quando il copilota ha avviato una manovra evasiva verso destra, l’oggetto ha immediatamente accelerato lungo l’asse dell’ala sinistra dell’aereo e ha lasciato l’area a velocità molto elevata. L’intero evento è durato meno di dieci secondi.
Il copilota stima che la distanza minima fosse di circa 500 piedi (150 m), e tale vicinanza costituisce ciò che la Federal Aviation Administration (FAA) statunitense classifica come un quasi incidente in volo. Infatti, data la difficoltà di stimare traiettorie e velocità relative in volo, gli oggetti possono diventare pericolosi in pochi secondi. Gli aerei mantengono quindi distanze di sicurezza di diversi chilometri tra loro quando si trovano alla stessa altitudine, e di diverse centinaia di metri tra altitudini diverse.
Secondo il rapporto, il sistema anti-collisione (TCAS) non ha attivato alcun allarme. Installato sugli aerei commerciali, questo sistema rileva il rischio di collisione interrogando i transponder di altri velivoli. Tuttavia, l’assenza di un’attivazione non consente di trarre conclusioni sulla natura dell’oggetto, poiché non tutti gli aerei sono dotati di questo tipo di dispositivo o identificabili da esso.
Nella sua analisi, Americans for Safe Aerospace osserva che il copilota, un ex pilota di caccia F/A-18 del Corpo dei Marines, aveva seguito corsi di formazione avanzata nel riconoscimento visivo degli aerei, il che conferisce molta credibilità alla sua osservazione. Anche la presenza di due testimoni esperti è un fattore significativo.
Il riferimento del controllo del traffico aereo ad attività simili osservate più volte nel corso della giornata solleva alcune domande. Quando un traffico non identificato sembra muoversi attraverso un corridoio di partenza trafficato, ci si deve chiedere in che misura gli equipaggi avrebbero potuto essere informati in anticipo di questa attività.
Esistono sistemi per avvisare i piloti di potenziali pericoli, tra cui i Notices to Airmen (NOTAM).
Sebbene questo incidente non consenta di trarre conclusioni sulla natura dell’oggetto osservato, mette in evidenza una questione centrale per la sicurezza aerea: oggetti non identificati che si muovono attraverso lo spazio aereo controllato, che mostrano caratteristiche di volo atipiche e non sono integrati nei sistemi convenzionali di sorveglianza e di prevenzione delle collisioni.
Tuttavia, nonostante il pericolo rappresentato da questi voli, un recente emendamento che avrebbe consentito ai piloti di segnalare ufficialmente i propri avvistamenti è stato bloccato prima di arrivare al voto al Congresso degli Stati Uniti a causa delle pressioni esercitate dalle agenzie di intelligence, secondo quanto riferito dal suo autore, il deputato Tim Burchett.
Revisione della traduzione dall’inglese di Piero Zanaboni





